Anche un particolare tratto di personalità può contribuire a facilitare lo sviluppo di una malattia o a contrastarne la comparsa, se si interviene a tempo.

La recente segnalazione della esistenza di un "rapporto preciso tra traumi emotivi e sviluppo di malattie autoimmuni" va esattamente nella stessa direzione. 

Postato il 12/06/2020
Le diagnosi si fanno su elementi comunicabili e basati sull'evidenza scientifica, ma finalmente stanno comparendo indicazioni che consentono di mettere anche i tratti di personalità o gli aspetti emozionali tra gli elementi misurabili e gestibili sul piano della prevenzione e forse anche su quello della cura. 

Significa che nel lavoro di prevenzione del diabete, malattia oggi in costante crescita, vanno considerati gli aspetti nutrizionali, quelli infiammatori, quelli legati all'attività fisica e quelli legati al consumo di zuccheri in qualsiasi forma, ma che il supporto psicologico, sia attraverso forme di psicoterapia sia attraverso l'uso di farmaci, può entrare a fare parte di diritto di una strategia terapeutica corretta. 

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Insulino resistenza e flessibilità metabolica: perché lui mangia tanto e non ingrassa e io si?


Massimo è un collega coetaneo di Andrea, tutti e due sono sedentari e tutti e due sono alti 1,75m e pesano 70Kg. Mangiano sempre alla mensa assieme ed a fine giornata assumono le stesse calorie. Tuttavia nel giro di 6 anni Massimo ingrassa di 10Kg mentre Andrea rimane uguale. Alcuni potrebbero sostenere che è la genetica a sostenerlo, vediamo, invece, di capire perché questo avviene approfondendo il concetto di flessbilità metabolica e il funzionamento dei mitocondri:

La flessibilità metabolica

Il nostro corpo consuma prevalentemente due carburanti: i grassi ed i carboidrati. A riposo il muscolo attiva quasi esclusivamente il metabolismo lipidico (azione bruciagrassi), mentre dopo un pasto classico (60-15-25) la situazione si inverte e consuma quasi esclusivamente zuccheri. Questa alternanza viene chiamata flessibilità metabolica e sta ad indicare un meccanismo ON/OFF tra i due metabolismi.

In chi è insulino resistente la situazione purtroppo varia, a riposo il muscolo continua ad attivare anche il metabolismo glucidico, mentre dopo il pasto continua a mantenere attivo anche quello lipidico.
Questo si riflette sul Quoziente Respiratorio, più la persona è in sovrappeso e meno grassi brucia a riposo mentre al posto consuma gli zuccheri.

MITOCONDRI

I mitocondri sono organelli cellulari presenti negli organismi eucarioti e sono considerati la centrale energetica della cellula. Al loro interno avviene la respirazione cellulare, con cui sono in grado di produrre grandi quantità di energia sotto forma di molecole di Adenosina Trifosfato (ATP).
Non possiamo parlare di salute e dimagrimento se non parliamo di mitocondri. 

Questi organuli sono l’unico posto del nostro corpo dove possiamo bruciare gli acidi grassi. 

Come si riflette la resistenza all’insulina sui mitocondri?

Quando parliamo di metabolismo accelerato o metabolismo lento cosa intendiamo? 

Che gli scambi biochimici nel nostro corpo avvengono più o meno rapidamente? Sbagliato

Lavoisier diceva che nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma (in calore). 

Quando mangiamo pensiamo che quello che ingurgitiamo vada a rimpiazzare le scorte energetiche consumate, che ripari i tessuti o che venga convertito in grasso. Quello che non consideriamo mai è che le calorie introdotte possono dissiparsi in calore. E’ questo il segreto dei magri che mangiano tanto e non ingrassano. 

Mitocondri sani, numerosi, con un’alta densità portano a dissipare in calore l’eccesso energetico piuttosto che a convertirlo in nuovi acidi grassi. La resistenza all’insulina ha un’azione diretta sia sulla membrana cellulare sia sui mitocondri, depotenziando il loro ruolo termogenico.

Andrea e Massimo erano identici fuori ma internamente avevano differenze mitocondriali. Massimo ne possedeva meno e più piccoli, questo nel tempo l’ha portato ad ingrassare, Andrea al contrario aveva più fornaci dove dissipare in calore l’eccesso energetico.


Cosa dobbiamo fare per ridurre l’insulino resistenza?

Esercizio fisico e resistenza all’insulina

Muoversi e riniziare a mangiare con gradualità. L’esercizio fisico è l’unico fattore che migliora la sensibilità insulinica indipendentemente dall’alimentazione. La produzione energetica aumenta enormemente nelle cellule muscolari che lavorano, questo porta sia a consumare le scorte energetiche cellulari, sia a riportare in superficie i Glut-4 per captare più glucosio possibile. Questo meccanismo non è mediato dalla glicemia per questo migliora la sensibilità insulinica ed abbassa l’insano resistenza.

Perchè tutto questo avvenga l’attività fisica deve essere intensa (proporzionale alla capacità della persona). Se vi limitate a camminare per dimagrire il vostro corpo utilizzerà sempre i grassi come combustibile, idem se correte in fascia lipolitica. Per carità muoversi è sempre meglio che stare fermi, ma visto che immagino che non abbiate tempo da buttare via, consumatelo allenandovi nel migliore dei modi.. 

Purtroppo le persone guardano al dito perdendo di vista la luna, appena leggono che un’attività fa consumare più grassi la prediligono senza indagare che ripercussioni ha sullo stato metabolico.

Si Deve dimagrire non quando ti alleni ma quando sei a riposo, è questo il segreto.

Allenamento Cardio H.I.I.T.

High Intensity Interval Training

Tradotto in Italiano sarebbe Allenamento a intervalli ad alta intensità:questo tipo di allenamento cardiovascolare alterna esercizi ad alta intensità come gli scatti, ad esercizi a bassa intensità come una camminata a passo lento ( recupero attivo). La buona notizia è che tra una serie e l'altra di esercizi è possibile anche fermarsi del tutto e godersi un meritato riposo completo.
allenamento hiit workout 15 minuti
Una sessione di allenamento HIIT può durare dai 20 ai 60 minuti ed è costituita da una fase di riscaldamento a cui seguono 6–10 ripetizioni di esercizi ad alta intensità, intervallati da momenti di recupero. 
(ad esempio 20 secondi di esercizio e 10 secondi di recupero), ma questo rapporto può variare. La sessione si conclude con il defaticamento, che di norma deve durare quanto il riscaldamento.

Il numero delle ripetizioni, la loro durata e il tempo di recupero sono tutte variabili che vengono modificate, oltre che dai vari protocolli utilizzati, anche in funzione dell’obiettivo prescelto. 

La composizione degli allenamenti HIIT è davvero varia: una sessione può essere costituita da esercizi aerobici, da esercizi di forza o da entrambi. In questo modo l’HIIT workout si adatta a molteplici obiettivi e a differenti discipline sportive.

Che Cos'è L'insulino Resistenza?

L'insulino-resistenza è una condizione che si viene a creare quando le cellule dell'organismo presentano una scarsa sensibilità all'insulina. Pertanto, il glucosio non riesce ad essere assorbito dalle stesse in risposta all'azione esercitata dall'ormone e rimane a livello ematico.

Ragione Psicosomatica e La Nutrizione Olistica
  • La rabbia e gli atteggiamenti ostili nei confronti del mondo sono accompagnati spesso da un aumento dei livelli di cortisolo endogeno
  • ​Questo comporta sicuramente un peggioramento della resistenza insulinica, facilitando il deposito di adipe e facilitando lo sviluppo di iperglicemia e diabete.
  • ​L’ansia, il dolore o l’agitazione possono contribuire ad alzare la glicemia, poiché il sistema nervoso gioca un ruolo fondamentale nella regolazione del metabolismo dei carboidrati.


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Perchè è così importante comprendere il QR (quoziente respiratorio)?

Il QR è influenzato da diversi fattori, genetici, stile di vita e dall’alimentazione. Quest’ultima è forse il fattore che più facilmente la modifica nelle 24h. Dopo un pasto glucidico (come nella dieta mediterranea), il QR sale intorno ad 1. Questo vuol dire che l’organismo ha iniziato ad ossidare i carboidrati che abbiamo introdotti attivando il metabolismo glucidico. Nelle ore successive al pasto inizierà a scendere intorno a 9-8. Se prolunghiamo il digiuno oltre le 16-18h o se mangiamo un pasto lipidico-proteico come nella dieta chetogenica il QR scenderà intorno a 7.

Quando il QR arriva a 7 l'organismo sta utilizzando i grassi come carburante e se il bilancio tra quelli consumati e quelli assunti è in negativo ovvero mangiamo meno di quanto consumiamo, avverrà il dimagrimento. Al contrario se introduciamo più grassi di quelli consumati ingrassiamo.
  • Se mangi tanti carboidrati abbassa i grassi e scegli fonti vegetali, se vuoi dimagrire nel periodo di digiuno.
  • Mangiando tanti carboidrati e tanti grassi in un unico pasto il QR supera 1 e il corpo aumenterà le riserve di grasso. 
  • ​Se se un soggetto che ingrassa facilmente evita il punto due. Se sei un soggetto magro tutta quell'energia introdotto verrà dispersa in calore perchè il corpo aumenterà il dispendio energetico.
Se Vuoi Dimagrire e stai facendo fatica fai un attività fisica della durata massima di 15/20 minuti e molto intensa. L'ideale è il CARDIO H.I.I.T.
I carboidrati Fanno Ingrassare?
Postato il 12/06/2020
Una volta Si diceva, Italiani: Pizza, spaghetti e mandolino.

L'italia d'altronde è il paese della dieta Mediterranea, difficile sedersi a tavola senza un buon primo. Fino a 20-30 anni fa questo stile alimentare molto difficilmente veniva messo in discussione, ma con la diffusione della dieta a zona le cose sono iniziate a cambiare: indice glicemico, sbalzi insulinici, hanno iniziato a far traballare qualche certezza. 

Ma alla fine i carboidrati fanno ingrassare? 
Vedremo che la risposta non è per nulla scontata.

Iniziamo con riflettere su dove teniamo la pasta: in freezer, in frigo o nella dispensa? Più un alimento è idratato, più gli scambi metabolici avvengono velocemente e più si degrada; l'insalata già lavata ha qualche giorno di vita al fresco; quanto dura invece una confezione di fusilli? 
Più un cibo è disidratato più è calorico, quando si dice che è il sugo a far ingrassare e non la pasta, è una mezza verità; prendi 100gr di Miele o di Marmellata e guarda quante calorie hanno in rapporto a 100gr di spaghetti. 

Valori Indicativi per 100gr di prodotto : 
Miele : 304 kcal
Marmellata : 278 kcal
Pasta di Semola : 371 kcal 
Riso : 358 kcal

Non farti fregare dal gusto dolce, questo è dato dal fruttosio non dalle calorie. E' vero che durante la cottura la pasta si reidrata ma rimane comunque un alimento molto calorico. Chi non si muove, chi non ha una buona massa magra, dovrà fare attenzione a non mangiare eccessivamente, oppure dovrà adottare altre strategie che vedremo in seguito.

E' ormai risaputo che per smorzare il carico glicemico dobbiamo aggiungere qualche grasso. Ecco, questo è uno degli errori che più spesso si compiono perchè questo principio funziona benissimo, come la dieta a zona, finchè i quantitativi di cibo sono bassi e con poche calorie

Quando nel flusso sanguigno troviamo alti livelli di zuccheri e grassi, l'acetilazione (l'accumulo di grasso) è assicurata. Se non vuoi fare disastri metabolici o mangi poco di tutto o continua a leggere.

Spesso si dimentica che non tutte le calorie vengono assorbite. 

Sovente un eccesso di carboidrati piùttosto che essere accumulato sotto forma di trigliceridi aumenta semplicemente la dispersione energetica in calore. 

Sono stati fatti diversi esperimenti a riguardo prendendo in considerazione i seguenti parametri: 
Quando vengono sintetizzati Lipidi a partire dai carboidrati (lipogenesi) il quoziente respiratorio (QR) è maggiore di 1 (rapporto tra il CO2 prodotto e O2 consumato) in quanto nella conversione di una mole di piruvato (prodotta dalla glicolisi) in una mole di Acetil-CoA (unita di base della sintesi lipidica) avviene una decarbossilazione con produzione di una mole di CO2.

In pasti iperglucidici (fino a 600gr ) si registrano QR compresi tra 0,8 e 1, segno che il corpo umano smaltisce l'eccesso di carboidrati aumentando il dispendio energetico piuttosto che convertirli in lipidi.  

Da qui il detto "è il sugo che fa ingrassare non la pasta" è in buona parte vero. 

Se usi condimenti grassi con medio-alti quantitativi di pasta, difficilmente il tuo girovita ne gioverà. Nell'alimentazione si sente tutto ed il contrario di tutto. Con una stessa stretegia nutrizionale due persone rispondono in maniera diametralmente opposto. 

Qui di seguito ti elenco alcuni elementi da prendere in considerazione se vogliamo mangiare pane e pasta senza ingrassare.

- Gli esami Ematici 
- Quali sono i tuoi valori?
Se hai già nel sangue zuccheri e grassi elevati, i tuoi margini di manovra sono limitati.
La migliore strategia per iniziare è passare da 3 macropasti a 6 minipasti, oppure adottare regimi diametralmente opposti come il digiuno intermittente.
La strategia è quella di mantenere la glicemia stabile il più possibile, portando nel tempo i tessuti periferici a migliorare la captazione del glucosio.

Per conoscere la strategia per regolarizzare la glicemia e migliorare la captazione del glucosio ---> Entra in Nutrizionista Di Te Stesso

Più Muscoli Hai più gestisci meglio i carboidrati

Più massa magra hai e più si crea un antagonismo tra muscolo e grasso per chi deve captare gli zuccheri.
Una Buona massa magra ti darà un buon margine di tolleranza ai glucidi, al contrario se sei completamente sedentario difficilmente avrai sufficiente tessuto muscolare affamato di glucosio. 

Tuttavia ci sono molte persone che nonostante la massa muscolare ingrassa facilmente...Guarda i 4 video gratuiti che ti mostrano i 3 errori più diffusi che impediscono di dimagrire e come eliminarli 

Respiri Bene o Ti viene subito il Fiatone?

Se dopo 3 piani di scale hai il fiatone, questo è buon indicatore che la tua produzione energetica derivante dall'ossigeno non è ottimale. 
Il fiatone deriva da uno scarso condizionamento cardiovascolare e quindi da un inefficiente trasporto dell'ossigeno alla periferia, non tanto dal metabolismo intracellulare dell'ossigeno).
I sedentari in sovrappeso rimangono dipendenti anche a riposo dai glucidi e sopportano male l'introduzione di alti quantitativi di zuccheri.

L'attività fisica ed il glicogeno.

Più ti muovi e più sarai magro. Il segreto è consumare glicogeno se ami mangiare i carboidrati oppure devi cominciare a creare una stretegia fatta di mini pasti bilanciati tenendo conto di alcune caratteristiche chimiche dei cibi. 
Per fare questo ho preparato un video corso capace di farti diventare nutrizionista di te stesso. 

La fonte da cui attingere i carboidrati è molto importante. Legumi, tuberi, frutti amidacei, possono essere ottimi alimenti, ricchi di sostanze nutritive che possono apportare zuccheri senza rischiare di esagerare. Tuttavia è molto importante trovare il quantitativo glucidico ottimale ma anche da quale fonte introdurlo.

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